Export e turismo continuano a sostenere l’economia regionale. Innovazione, accesso al credito, competenze e crescita dimensionale delle imprese rappresentano le leve strategiche per incrementare produttività e competitività.
La Toscana ha dimostrato un’elevata capacità di tenuta di fronte alla successione degli shock globali degli ultimi anni. Oggi, tuttavia, la sfida istituzionale ed economica consiste nel trasformare questa resilienza in una dinamica di sviluppo più solida e strutturata, capace di incrementare la produttività, stimolare gli investimenti, sostenere i salari reali e trattenere un maggior valore aggiunto all’interno del territorio regionale.
L’analisi delineata dalle rilevazioni di Banca d’Italia e IRPET traccia una tabella di marcia articolata lungo quattro direttrici fondamentali.
Una crescita contenuta ma positiva
Per il 2025, Banca d’Italia stima per la Toscana un incremento del prodotto regionale dello 0,4% (rispetto allo 0,5% nazionale), mentre le previsioni IRPET indicano una crescita dello 0,5% sia per il 2026 sia per il 2027. Sebbene la regione eviti lo spettro della recessione, il ritmo di sviluppo attuale rimane insufficiente rispetto alle reali potenzialità del tessuto produttivo.
Export e turismo quali pilastri di tenuta
Nel 2025 l’export toscano è cresciuto del 12,6%, al netto delle componenti più volatili, mantenendo un andamento favorevole anche nel primo trimestre del 2026. Parallelamente, il comparto turistico ha superato i 55 milioni di presenze complessive (+3,8%), trainato principalmente dalla forte ripresa della domanda internazionale. Sul fronte industriale, si registrano finalmente primi segnali positivi in settori chiave come la farmaceutica, la meccanica e alcune componenti della filiera moda.
Le criticità strutturali del sistema
Sul quadro generale pesano la debolezza del comparto manifatturiero, le difficoltà non ancora superate del settore moda, la stagnazione della produttività e il mancato pieno recupero dei salari reali, unitamente a una ridotta diffusione delle tecnologie avanzate. Banca d’Italia evidenzia inoltre una contrazione del credito alle piccole imprese pari al 6,1% nel 2025 e una dimensione media aziendale che si conferma ancora inferiore alla media nazionale.
La strategia istituzionale per il rilancio
Per favorire il salto di qualità occorre puntare con decisione su innovazione, ricerca, transizione digitale ed energetica, formazione, infrastrutture e un più agevole accesso al credito. L’obiettivo è consentire alle imprese toscane di crescere, aggregarsi e presidiare le funzioni delle filiere che generano maggiore valore: progettazione, design, gestione dei dati, valorizzazione dei marchi e accesso ai mercati internazionali. In questo contesto, le risorse del PNRR e dei fondi europei devono rappresentare la leva fondamentale per investimenti capaci di produrre effetti strutturali e duraturi.
La riorganizzazione della filiera turistica
Nell’ambito del turismo, questa visione strategica richiede il definitivo superamento di una lettura fondata esclusivamente sul dato quantitativo delle presenze. L’attuale crescita del settore è guidata principalmente dalla domanda internazionale e dalla diffusione delle locazioni brevi, a fronte di una sostanziale stabilità delle strutture ricettive tradizionali.
La nuova sfida risiede nell’incremento della spesa giornaliera e della permanenza media, nel rafforzamento della redditività delle imprese, nel miglioramento della qualità dell’occupazione e nella generazioni di ricadute concrete sulle filiere locali. Si rende necessario, al contempo, distribuire in modo più equilibrato i benefici del settore tra le grandi città d’arte, la fascia costiera, le aree rurali e i territori interni.
Non è più sufficiente resistere: la Toscana deve compiere un salto di qualità. La sfida prioritaria consiste nel convertire la domanda internazionale, l’apertura ai mercati esteri e l’attrattività turistica in un valore aggiunto tangibile per il territorio, capace di promuovere l’alta formazione, attrarre investimenti qualificati e creare occupazione di livello.



