Alla fiera internazionale del turismo, l’Agenzia regionale ha presentato una strategia basata sull’artigianato d’arte e sui luoghi di Puccini per superare la centralità delle sole città d’arte.
Il mese di novembre si è aperto con una missione strategica nel Regno Unito per Toscana Promozione Turistica, impegnata al World Travel Market (WTM) di Londra. L’obiettivo della presenza regionale è stato quello di ridefinire la percezione della destinazione, spostando il focus dalle classiche mete iconiche verso un modello di “turismo diffuso”, dove la tradizione produttiva e l’innovazione culturale diventano i nuovi motori di attrazione.
L’opera lirica come ambasciatrice del territorio
La missione ha preso il via con un evento dedicato alla stampa britannica presso il Brown’s Hotel. In collaborazione con la Fondazione Festival Puccini e il progetto Lands of Puccini (Camera di Commercio Toscana Nord Ovest), l’Agenzia ha proposto una narrazione che ha legato indissolubilmente la storia musicale al paesaggio.
Il direttore Francesco Tapinassi, affiancato dai partner territoriali, ha illustrato come la Toscana non sia solo la culla dell’arte visiva, ma anche dell’opera lirica, partendo dalle origini fiorentine del 1600 per arrivare ai luoghi pucciniani di Versilia, Garfagnana e Lucchesia. La serata si è distinta per un tocco di raffinatezza filologica: un gala dinner che ha riproposto il menu originale ideato dallo stesso Giacomo Puccini 120 anni fa per una prima al Covent Garden, unendo così l’esperienza enogastronomica alla memoria storica.
Artigianato: da souvenir a driver di viaggio
Il cuore della strategia è stato presentato durante l’apertura del WTM, con la conferenza “Roots and innovation” presso lo stand ENIT. Qui, Toscana Promozione Turistica ha presentato la propria vision sulla valorizzazione del Made in Tuscany: artigianato artistico non più inteso come semplice souvenir, ma come elemento identitario capace di muovere i flussi turistici.
Attraverso strumenti come il progetto Artour e la nuova Carta dei Valori del Turismo Artigiano, l’Agenzia ha mostrato agli operatori internazionali come le botteghe storiche siano oggi vere e proprie destinazioni esperienziali. La presentazione ha messo in luce la straordinaria varietà dei distretti toscani, utilizzandoli come mappa per un turismo che copre l’intera regione.
Il racconto ha attraversato la lavorazione delle pietre e dei metalli, spaziando dal celebre marmo delle Apuane all’alabastro di Volterra, fino alla raffinata tradizione orafa di Arezzo e Firenze. Un itinerario che si è intrecciato con la storia dei tessuti e della moda — dalla “città delle stoffe” di Prato al Panno del Casentino, passando per l’eccellenza conciaria di Santa Croce e l’arte del cappello di paglia di Signa — per concludersi con le arti del fuoco, rappresentate dal cristallo di Colle Val d’Elsa, le ceramiche di Montelupo e il cotto di Impruneta. Ogni lavorazione è stata raccontata non solo come prodotto, ma come storia viva di un territorio e delle sue comunità. Ogni lavorazione è stata raccontata non solo come prodotto, ma come storia di un territorio e delle sue comunità.
La missione londinese ha infine gettato le basi per il prossimo grande appuntamento di settore: la Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze (MIDA). In vista del suo 90° anniversario nella primavera del 2026, la fiera è stata presentata al pubblico inglese come l’hub fisico di questa strategia: un punto di incontro tra maestri artigiani e viaggiatori, in stretta connessione con il circuito di Vetrina Toscana.



