Dai dati di mercato alla creazione di un Tavolo di Lavoro dedicato: la Regione struttura un’offerta integrata per trasformare la semplice tolleranza in vera cultura dell’accoglienza.
Viaggiare con un animale domestico non è più una nicchia, ma una precisa esigenza sociale che sta ridisegnando le mappe del turismo globale. È partendo da questo dato che Toscana Promozione Turistica ha deciso di aprire un nuovo capitolo della sua strategia di accoglienza, ufficializzando – nel contesto del recente TTG Travel Experience – la nascita di un Tavolo di Lavoro sul Turismo Pet.
L’obiettivo è ambizioso quanto necessario: superare la logica del “pet-tolerant” (il semplice permesso di accesso) per approdare a un “pet-friendly” autentico, fatto di servizi dedicati, competenze specifiche e un’ospitalità che abbracci l’intero nucleo familiare, coda inclusa.
I numeri presentati durante il lancio del progetto delineano un’opportunità di business che gli operatori toscani non possono ignorare. In Italia, quasi una casa su quattro ospita un animale domestico (37,7%) e per l’80% dei proprietari il cane o il gatto sono considerati veri membri della famiglia.
Questo legame affettivo si traduce in scelte economiche precise: le ricerche online di strutture attrezzate sono cresciute del 35% nell’ultimo triennio. Ma il dato più interessante riguarda la propensione alla spesa: il 73% dei viaggiatori è disposto a pagare fino al 30% in più pur di avere servizi su misura per il proprio animale. È in atto, inoltre, un cambiamento significativo nelle abitudini: diminuisce la richiesta di case private a favore di hotel e campeggi. Questo segnale inequivocabile indica che il turista cerca professionalità, sicurezza e servizi strutturati che solo un’ospitalità organizzata può garantire.
La strategia: co-progettare l’accoglienza
Forte di una conformazione territoriale ideale – fatta di spazi aperti, sentieri, spiagge e borghi – la Toscana ha scelto di non lasciare questo segmento all’improvvisazione. In continuità con il metodo già applicato per il cicloturismo o il wellness, il nuovo Tavolo di Lavoro opererà in modalità partecipativa, coinvolgendo ambiti turistici e stakeholder privati.
Il percorso tracciato si muove su due binari paralleli che guardano al B2B (operatori) e al B2C (viaggiatori). Verso il B2B è stata avviata un’indagine per mappare i servizi reali offerti dalle strutture. I risultati porteranno alla stesura di Linee Guida Operative, un manuale pratico per aiutare gli albergatori a innalzare i propri standard, suggerendo dotazioni essenziali (dalle aree sgambamento ai kit di benvenuto) e partnership strategiche (veterinari, toelettatori). Verso il B2C, l‘obiettivo finale, previsto per il 2026, è il lancio di una Carta dei Valori. Non una certificazione burocratica, ma un patto di fiducia e una dichiarazione d’intenti che permetterà al turista di riconoscere immediatamente le strutture che condividono una cultura del rispetto e del benessere animale.
Investire sul target pet-lovers significa attrarre un ospite prezioso. È un viaggiatore che pianifica con anticipo, mostra un tasso di fedeltà altissimo (il 76% tende a tornare dove si è trovato bene) e, soprattutto, favorisce la destagionalizzazione e il turismo diffuso, amando muoversi fuori dai picchi di calura estiva e alla scoperta di aree interne e naturalistiche.
Con questa iniziativa, la Toscana punta a consolidare la propria leadership, trasformando i suoi vantaggi naturali in un sistema di offerta organizzato, capace di competere sui mercati internazionali con una proposta chiara: qui gli animali non sono solo accettati, sono attesi.



