Quest’anno, per la prima volta, la Toscana ha partecipato al Vinitaly con uno stand istituzionale unitario. Una scelta che abbiamo fatto per dare un segnale chiaro: il nostro territorio, forte delle sue straordinarie diversità, si presenta compatto per raccontare una visione condivisa.
In questo senso, l’edizione 2026 del Vinitaly ha rappresentato per noi un passaggio simbolico e concreto: in un contesto internazionale sempre più competitivo, la Toscana decide di rafforzare la propria presenza non solo attraverso le eccellenze produttive, già riconosciute in tutto il mondo, ma anche attraverso una narrazione coordinata, capace di unire vino, paesaggio, cultura e turismo.
Questo debutto con uno spazio dedicato, Casa Toscana, rappresenta la novità più significativa della nostra partecipazione. Abbiamo voluto suggerire un approccio nuovo, ancora più legato al territorio di quanto non lo fosse già il vino come prodotto agricolo. Attraverso una forte integrazione con le politiche di attrazione turistica del cosiddetto pacchetto vino, con un’attenzione particolare all’enoturismo, contribuiamo a sostenere il comparto vitivinicolo che nel mondo sta attraversando una fase di incertezza. In Toscana la situazione resta più solida rispetto al quadro generale e il nostro vino continua a rappresentare una locomotiva per l’intero settore nazionale, ma è evidente la necessità di continuare a lavorare per rafforzare ulteriormente gli elementi di competitività.
Il vino, per la Toscana, non è mai stato soltanto un comparto economico. È identità, è paesaggio modellato nei secoli, è cultura materiale e immateriale. Partecipare al Vinitaly con uno stand regionale significa valorizzare questa complessità, offrendo agli operatori e ai visitatori uno spazio in cui riconoscere l’anima autentica del nostro territorio. In questa direzione si inseriscono anche alcune azioni strutturali. La Regione Toscana, ad esempio, ha compiuto un passo decisivo verso la modernizzazione del settore vitivinicolo avviando il riversamento completo dello schedario viticolo regionale nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale, che assumerà come riferimento definitivo il patrimonio informativo costruito in Toscana.
Allo stesso tempo, continuiamo a investire sull’integrazione tra vino e cultura gastronomica. L’Accademia della Fiorentina e Toscana Promozione Turistica hanno siglato, proprio in occasione di Vinitaly, a Casa Toscana, un protocollo d’intesa, nell’ambito del progetto Vetrina Toscana, per rafforzare la tutela della Bistecca alla Fiorentina, uno dei piatti più iconici e riconoscibili del nostro Paese. Inserita tra i prodotti agroalimentari tradizionali italiani, la Fiorentina punta oggi al riconoscimento europeo come specialità tradizionale garantita, perché non è soltanto un prodotto ma un simbolo dell’identità toscana e un potente veicolo di promozione.
Casa Toscana è stata uno spazio vivo di esperienze e contenuti con l’alternanza delle masterclass di Vetrina Toscana Vinitaly Experience, degustazioni guidate accompagnate da abbinamenti gastronomici con prodotti tipici e piatti della tradizione, realizzate in collaborazione con l’Unione Regionale Cuochi Toscani. Una parte di questo percorso è stata dedicata ai territori vitivinicoli meno conosciuti della regione, con l’obiettivo di valorizzare aree emergenti ed ampliare la percezione internazionale della ricchezza enologica toscana.
Il Vinitaly è, da sempre, una vetrina fondamentale. Ma oggi più che mai è anche un luogo di relazioni, di confronto e di costruzione di futuro. Con questo spirito, la Toscana si è presentata unita, consapevole della propria storia ma orientata a nuove opportunità. Consideriamo Casa Toscana come l’inizio di un percorso che ha l’obiettivo di rafforzare il posizionamento internazionale della nostra regione e, allo stesso tempo, generare valore diffuso sui territori, sostenendo imprese, comunità locali e nuove forme di turismo legate al vino.
Raccontare la Toscana al Vinitaly ha significato, e significa, raccontare una terra che continua ad evolversi senza perdere la propria autenticità. Ed è proprio questa autenticità, oggi più che mai, la nostra forza.
Leonardo Marras



